Pittrice contemporanea Italiana

Autore KATIA sCOTTI, anno 2015, MISURA 100x 90 cm, tecnica OLIO SU TELA, titolo IL PPONTE.

La mia arte

 

L’ARTE DI KATIA SCOTTI

Nelle sue opere, l’artista Katia Scotti trasfigura la realtà in cui viviamo in una dimensione onirica e surreale mirando a trasmettere le suggestioni e le emozioni che si prova sognando ad occhi aperti.
Il cielo, inteso come luogo del sogno, della magia e dell’oltre, rappresenta una costante nella produzione dell’artista: albe e tramonti dorati, blu intenso e vaporose nuvole bianche fanno da sfondo a elementi surreali come sedie sospese nel cielo, ballerine che volteggiano libere, ali di aereo che sorvolano catene innevate, mari sospesi tra le nuvole, bolle di sapone e di vetro, ponti costruiti su abissi impossibili verso mete che si stagliano misteriose all’orizzonte, altissimi grattacieli e strane strutture metalliche che riflettono realtà deformate, si trasformano in deserti, vengono travolte da altissime onde oppure racchiudono e imprigionano in gabbie di vetro suggestivi mari in tempesta.
Altro elemento importante della poetica dell’artista è il sentiero, presente in molte forme diverse nei suoi quadri, come tronchi d’albero, corde, nastri, funi fatte con lenzuola, oppure strade, pontili, tubature, lastre di metallo: a volte facili da attraversare, altre volte invece stretti o difficili da scalare o da scendere, rappresentano altrettante tappe del percorso che seguiamo nella nostra vita e che poi conserverà le tracce del nostro passaggio.
Con le sue opere Katia Scotti ci invita ad accompagnarla in un fantastico viaggio nel mondo dei sogni: le sue opere rappresentano dei luoghi d’incontro tra il mondo reale e l’universo delle nostre emozioni.

DESCRIZIONE OPERE:

“RED CARPET”, acrilico su tela, 100x 75 cm, 2016

Un’imponente scalinata di marmo si eleva sul mondo, superando in altezza le nuvole. Un tappeto rosso la risale: è la strada del successo e della gloria, che solo in pochi eletti percorrono a fatica fino alla vetta, tra l’invidia e le acclamazioni degli altri. Ma arrivati lì cosa si trova? Le dune di un immenso deserto, in cui svanisce anche il tappeto rosso. La gloria eterna è un’illusione: nulla dura per sempre.

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 “VERTIGINE”, olio su tela, 100 x 80 cm, 2013

In quest’opera l’artista ha dipinto la parete a specchio di un immenso grattacielo, i cui riquadri riflettono grosse nuvole grigio azzurre situate più in basso, mentre in fondo appare un piccolo lembo di terra. In diversi punti della parete mancano sezioni di vetro e da lì scendono lenzuola annodate che penzolano nel vuoto. Da un riquadro in primo piano esce un lenzuolo rosso: annodato ad altri forma una delle corde calate nel precipizio. Ciò crea il senso di vertigine che dà il titolo al quadro: è come se la nostra testa sporgesse dalla stessa apertura. A che servono quelle lenzuola annodate? Per fuggire o per salire? Perchè scompaiono tra le nuvole che sfiorano il grattacielo? E cosa rappresenta questo grattacielo altissimo di cui non si vede la fine? I vari elementi inseriti simboleggiano paura, coraggio, forza, pericoli da affrontare, traguardi da raggiungere: sta a chi osserva interpretarli, in base alle proprie sensazioni e al percorso che sta seguendo nella sua vita.

vertigine

“VERSO L’INFINITO”, olio su tela, 100 x 80 cm, 2014

All’osservatore sembrerà di camminare lungo un pontile di legno che prosegue fino a confondersi con l’orizzonte. Il pontile si trova a grande altezza: ai due lati vediamo dall’alto numerosi assembramenti di nuvole bianche. A destra gli spazi tra le nuvole lasciano intravedere molto più in basso una catena di montagne parzialmente innevate, mentre a sinistra esse creano un manto compatto sul quale in lontananza sembra poggiare un immenso mare azzurro. Il cielo in lontananza è al tramonto, con nuvole nere che si stagliano su toni gialli e arancioni. Ma ne vediamo solo una parte, perché la sua vista è coperta da una strana struttura convessa di vetro e metallo sospesa sopra il pontile che finisce per confondersi anch’essa in lontananza con l’orizzonte: vi appare riflessa l’immagine distorta del pontile, ma non del paesaggio sottostante, perchè al suo posto vediamo un cielo azzurro in parte coperto da grossi nuvoloni che sembrano preannunciare un temporale.
In quest’opera il pontile vuole rappresentare la nostra vita, dove ogni trave di legno è un’esperienza diversa, segnata da gioie e dolori, difficoltà e soddisfazioni, che la rendono unica. I diversi paesaggi ai lati sono le difficoltà e le esperienze positive che incontriamo. Il cielo in lontananza è misterioso: uno spazio infinito che attrae e spaventa. Invece la struttura riflettente è il nostro mondo interiore, fatto di incertezze, sogni, speranze, illusioni. Il pontile vi appare distorto perché noi abbiamo inevitabilmente una visione distorta di chi siamo e di dove stiamo andando. Il cielo riflesso è in parte sereno e in parte minaccioso perché riflette sia il nostro ottimismo che le nostre paure.

VERSO L'INFINITO 2014, 100CM X70 CM

 

 “IL VENTO”, acrilico su tela, 70 x 70 cm, 2012

Un armadio è sospeso nel cielo, circondato da soffici nuvole bianche, sostenuto da corde di cui non si vedono l’inizio o la fine. L’armadio non ha la parete di fondo: sembra una finestra nel cielo. All’interno ci sono degli appendini: su alcuni di essi ci sono dei vestiti, mossi dal vento. Le porte a specchio dell’armadio, aperte, riflettono frammenti di cielo e di vestiti. In primo piano un appendino nero sta per scivolare via dalla corda su cui si trovava.
In questo quadro l’artista ha cercato di rappresentare attraverso oggetti quotidiani la sua visione della vita: l’armadio siamo noi, gli specchi sono la nostra coscienza, il cielo e le nuvole sono il tempo e lo spazio, le corde sono i legami che stringiamo con gli altri e che ci ancorano alla realtà, gli appendini e gli abiti sono i nostri ricordi, il vento sono le novità e le esperienze che ci cambiano cambiando anche il mondo in cui viviamo.Katia Scotti, titolo il vento,dimensioni 70x70 cm, acrilico su tela, anno 2012

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